lunedì 21 novembre 2011

Aggiornamento

Vicoletto che lega le due piazze
più note del paese , così scuro ,
col muro d'Ezzelino costruito
dallo scabro brugnato della Rocca ,
sul trecentesco marciapiede ritmo
l'affaticato passo e mi ritrovo
in solitario vivere malato
nella stretta di quello che mi resta .


Piazza San Marco : la bottega accosto
del maniscalco e un rudere di mura ,
accenno d'una porta sulla strada .
Di là miravo il florido giardino
della vecchia Marchesa Tortorini .
S'ergeva a lato cheta un'osteria
con botteguzzi intimi ...
E mi rivedo ancora richiamato
dal vivace fermento di due giostre .
Ero qui trepidante per l'inizio
di più splendide feste . Ma di quale
smisurata grandezza il mio gioire
in ritmi che ripetere non so !

martedì 8 novembre 2011

Aggiornamento

Amo le case vecchie , le corrose
mura , le trifore , le bifore di un tempo ,
amo le chiese abbandonate , vuote ,
ma di silenzio colme e d'armonia
ed i consunti maciapiedi stretti
d'antiche storie favolose quando
una sofferta vita combatteva .


Monselice

Il Duomo vecchio , le tue ville
di veneziana origine rivedo
lungo gli spalti giù di San Martino
e sopra per i poggi e poco lungi , il già fosco castello d'Ezzelino
quando le mura costruì possenti ,
ghibelline con torri contro i guelfi ,
allora la temuta scolta altera.
" Latina rocca della libertà " .

I miei consunti marciapiedi soli !
Su d'essi camminò sì tanta gente :
un vorticoso fiume di speranze
di cui nemmeno resta la fanghiglia .

sabato 23 luglio 2011

Aggiornamento 23 luglio

Le colline
D'elicaone morbide rivedo
qual giorgionesca venere distesa
ed oso risognare il mio ritorno
sereno se pur l'intimo mi pesa
oppresso dal suo greve mezzogiorno .


La mia casa , il cortile ed il verziere
con le piante da frutto e il bosso ch'era
d'uno scricchiolo asilo . Nell'estate
la minuscola selva dei fagioli
dove baccelli a bianchi gruppi stanno
tra le foglie verdastre , e presso un pesco
una pianta di zucca con i fiori
d'uno smagliante giallo . All'intorno
sulle reti metalliche viluppi
fiorenti di campanule soavi
d'un blu sereno e denso . Le coglievo
come cogliessi azzurro da quel cielo
che candore di nubi mi donava
o irridescenti luci rarefatte ...

V'era un cigliegio e v'era un pesco appresso
( fiorite al vento tremule leggere )
e v'era un olmo e un rovere nodoso
( aspre le foglie sopra il tronco rude )
e poi quel bosso gelido di sotto
uno spinoso cespo dove Aprile
vi alitava le sue vaghe rose
all'ombra trasparente di una vite .

La campagna s'apriva poco lungi
e un orticello a lato , in ombra , dove
un candore di gigli m'estasiava .
Di fronte , levigato , un gioco a bocce
vivace la domenica di gente .
Dall'altro lato un campo dove a fine
s'ergeva , quel mutevole sipario
una massa di alberi giganti .
Non chiedevo di più , di meglio , poi
che m'avvertivo in ebrietà silente
di sorpresa in sorpresa .

domenica 3 luglio 2011

Aggiornamento 10

Terra che riproduci ad ogni anno
ciò che rimpiango da lontano , vedo
i tuoi selvosi campi coltivati
dove nascoste vivono le case
e le tue corti ombrate e le stagnanti
acque melmose con le reti tese
abbandonate nel silenzio . ( Presso ,
tra prosperosi pampini di viti ,
il granoturco florido s'ammassa
e l'edera sugli alberi dei fossi
una sua vita sterile matura ... ) .
E avverto il tempo e quest'inconscio male
di lontananza e avverto come e quanto
dimenticato sono da me stesso
entro barbagli fatti di progresso .



Ritmicamente s'alzano filari
di viti e di frutteti rifiorenti
con le romane ville tra le macchie
di sempreverdi . Da sentieri spersi ,
ove s'affaccia il melograno , s'ode
il canto degli uomini : vicino
l'olivo si contorce per donare
l'amaro frutto in brividi d'argento ...
Di sotto , dove un vasto ondeggiamento
di lino appare ,
brucia la salma del mio vecchio legno ...
La cenere
raggiungerà la spiaggia o Risonante :
estremo omaggio all'alito di Venere .

sabato 25 giugno 2011

Aggiornamento 9

Un altro giorno è gia passato , un altro
ne passerà : un giorno ,  un mese ,  un anno ...
O , troppo mi addossa ,  e quando
sarà pur l'ora di partire , quando
vedrò la Rocca tua turrita , lieve
qual nube in lontananza , e quando ancora
vedrò tra i campi floridi le rozze
casupole di veneta fattura
ed un canale limaccioso e pigro
serpeggerà selvatico di canne ,
quando dei colli alfine apparirà
la ricca piana , ti dirò col cuore
ebbro di gioia e di mestizia lieve :
" Son qui , son qui ...Il prodigo tuo figlio ,
uno dei pochi che l'offerta chiede
di tante tue recondite bellezze ,
è giunto a te , a ciò cui non si mente
per la sua vita alfine ritrovare
come la spiaggia che s'adegua al mare
soavemente .


Ritrovarmi là dove campi opimi
tripudian coi rossi rosolacci
all'affocata luce dell'estate ...
oppure nell'inverno  quando i ghiacci
richiamano le frotte dei fanciulli
in gioco sulle piste desolate ...
oppure a primavera nell'acerba
rinascita di trepide fiorite :
rosate , o bianche candide , fluttuanti
sul verde tenerissimo dell'erba ...
o nel fecondo di vendemmie autunno
dov'è silenzio di spogliate viti
ma con dappresso bacchico cantare :
reminiscenza di festosi riti .

sabato 18 giugno 2011

Aggiornamento 8

Dovrei tornare alle mie fonti dove
la fanciullezza magica tripudia
di bene in bene , ma non so trovarla
se non per mezzo d'una fantasia
filtrata attentamente : poesia
che rinnova il miracolo d'un tempo .

Dovrei tornare a quella vita , pure
se l'nverno gelava dentro i fossi ...
Un'armonia spezzata , frantumata ...
e la minaccia d'una scienza insana
per cui sereno nulla più procede
se non la morte sopra tanta vana
ricchezza sterilissima del mondo .
Si scava in superficie , non v'è traccia
di verità profonde , nè d'amore
dov'è Gesù con la parola eterna
solare sull'atomica minaccia .


Forse non più ricanterò la dove
la terra mi s'annuncia come donna
che ,  giovane , dischiuda le sue forme
d'esuberante morbida bellezza ,
ne ci sarà per me la fanciullezza
verde nel verde quando tra le foglie
un frutto acerbo , l'amolo , riappare
qual dono d'ineffabile purezza .

venerdì 3 giugno 2011

Luci nell'ombra Poesie Aggiornamento

Il tempo dell'infanzia mi reclama
e invano cerco di scordarlo o invano
me lo ridesto in canti e coi colori
che ridono vivaci nella mente ...
Sono l'autunno ormai , il crisantemo
soave si di morbidezza ... Il fango
imbratta ad esso il cespo rifiorente .
E tutto fango diverrò , ma presso
l'antica Rocca dove i miei ricordi
vivranno come favole disperse .

Perduta terra , se dovessi alfine
toccarti come allora e sulle dita
recare la tua morbida dolcezza
ad ogni tempo rinnovata , amarti
sarebbe poco chè gia sento il lume
degli anni miei affievolirsi come
un languido tramonto veneziano .

Se ripotessi vivere quel tempo ,
scoprire ciò che non conobbi andando
per qualche sentierino abbandonato ...
sostare or qua , or la innamorato
di tutti e tutto e ritrovare gioia
ad ogni passo , ad ogni foglia morta ...
Se ripotessi ... e più fervidamente
nascondermi nell'ombra delle piante
o in silenziosi angoli di chiese
di là di così sterile lavoro ...
E poi d'inverno , a sera , le tue cante
udire in lontananza ... e a fine estate
scoppiare con le mele tue granate
in rossi chicchi di più versi d'oro ...


Sarò
dove una casa affonda
dentro i campi tuoi:
il vero di domani
se con costante fede lo vorrò .


Euganea regione , ti rivedo
malinconiosa bella addormentata
su cui m'adeguo trepidando solo
sospeso qual libellula su stagno
poi che da te la vita mia primiera
rinasce come l'alba a primavera .

Sei quella del mio canto innamorato
come gli scarabei presso le rose
( sì raffinate là , sì voluttuose )
o presso sicomori : trine bianche
offerte ai loro più rabbiosi ardori .

sabato 28 maggio 2011

Luci nell'ombra - Nuova racolta di poesie


( Ad Agnese )

Quell'incontro nei portici : presenza
sottile di femminea dolcezza
e di cultura raffinata quando
alle suadenti tue parole dissi
ciò che di dentro prorompeva in gioia .
Anche certezza
d'esser quello che sognani :
della mia terra voluttuosa il tenue
mesto cantore
sull'abisso di chi tanto s'annoia .

mercoledì 18 maggio 2011

Aggiornamento 7 Fine della raccolta " Ali tese " ( Parma , 2001 )

Di papaveri ancor non sono sazio ,
ancor li miro , ma ne provo strazio ,
strazio di chi ricalca quel colore
di là del vero , ma con fiacco ardore .


Quel verde tenerissimo qual neve
sotto la vite spoglia d'ogni bene .
Così quest'io che sotto tante pene
sorride pur nel tempo suo più breve .



Fine della raccolta  "Ali tese " (Parma , 2001

domenica 8 maggio 2011

Aggiornamento 6

Valle San Giorgio

( A Manuelita Masia )


Valle San Giorgio
col campanile e quattro case
su lievissimi sbalzi di colline .

Invano la ripenso ,
invano rifantastico . Ma pago
sono di ciò che m'è concesso :
varcare il tuo nobile recesso .

Il canto assai l'avverto
nella natura sua e nel silenzio
la dove il musico tramonto
splende d'un rosso che divaria .

Vallata ampia distensiva
in cui l'intimo s'adegua
come sul lago barca che ti culla
senza nocchiero .


A Eugenio Montale

In quella flora ligure fervente
di un fittio d'alberi e d'arbusti
ove il verde s'adombra cupamente ,
sebbene a volte per borghesi gusti ,
i tuoi limoni spiccano concreti ,
lanterne d'un giallo luminoso
affine a nudi splendidi segreti .
Limoni degni di ben altra scia
dov'è l'eterna classica armonia .
Ma certi versi tuoi non li gustai
con la serenità di un bambino
( ribelle , si , ma non per ciò cretino ).
Infatti contro un salice inceppai
per l'infelice strano paragone
oh , nientemeno che con un ombrello ...
( Al quale voglio farci la sua rima :
s'abbina al grigio - cupo pipistrello ! )


Nulla di quello ha la pianta lieve
carezzevole pur anche senza fiori ,
raffigurata , si , dai manieristi ,
ma con leziosità non offensive
a noi moderni , soli e spesso tristi .
Fidarti ti conviene sul " chi vive "
almeno in parte e pure sul " chi scrive " :
osannatore di moderni artisti .


Ad Attilio Bertolucci

Di te , molti papaveri rivedo ,
ma non sublimi .sublimi credo
il papavero che serbo in fantasia
sotto il sole d'agosto .La cicala
lungi friniva e il grano appresso
era un ammasso , ma di spighe d'oro .

Con l'afa di quel giorno , con il cielo
immobile tu dici giustamente ,
vi intravvidi un'anima di fuoco ,
un quadro di solare poesia.

Ancora quel papavero mi torna .
L'ho ritratto così , a te l'elogio :
Il rosso suo fulgore all'afa splende ,
.............................................
E' l'ebbra estate in sintesi svelata .
Sul tema stesso ancora insisto . Vedi :
il nostro rosso in me s'accende vivo
come natura quando in coro canta
all'afa sua solare


Signore ...

Fa che somigli a così rosso fuoco ,
quando con te sarò si che l'amore ,
quello che colsi in vertici di gioia
esploda qual papavero quaggiù.

Papaveri diffusi per i campi
così li descrivesti con dei versi
tardivi della tua tardiva età :
" Questo è un'anno di papaveri , la nostra
terra ne trabocca poi che vidi
fra maggio e giugno , e m'inebriai
d'un vino così dolce così fosco " (1)

Non sono i miei papaveri si foschi
e lo denoti qui limpidamente .
Fosca l'arancia invece quand'è rossa
d'un Meridione torbido di vita
coi Vespri acceso , pronto alla riscossa .

---------------------------------------------
1) Il rosso di Bertolucci lo paragono a quello dell'arancia quand'è , nella polpa , d'un rosso cupo : versi degni d'un filosofo , non d'un poeta .

domenica 1 maggio 2011

Aggiornamento 5

Nulla che duri ,
tutto si trasforma ,
e tu non lasci
che un'orma leggera
come su sabbia
piede di bagnante :
un solo istante .


Non più donzelle a cogliere quei frutti
di sopra e sotto tralci prosperosi
nè più canzoni in ebbri vasti cori
a fine di quei bacchici lavori .

Tempi assai più sterili , feroco
seppure sotto più leggere croci .


Ramificate viti in fila , noto
il fascino d'un tempo già remoto .
Felice tempo che ridotto resta
senza la sua laboriosa festa .


Non mi sarà concesso
l'illuminato verde
con le baracche in festa .
La vita ,  così lesta ,
quel tempo mi disperde .


Papaveri

( A Gabriele D'Annunzio )

Ricordo la malia del Natisone :
verde dicesti e verde assai lo vidi ,
ma il rosso dei papaveri sovrasta .
( La Duse alla Giudecca lo descrisse
ed anche altrove ) .
Caro ti fu , caro a chi di fuoco
aveva il cuore
durante le incantevoli sue ore .


A Guido Gozzano

" Oh ! Non è poeta chi non è ghiotto di frutti " .
Meglio , caro Gozzano ,
la prima versione
ove dicevi :
" Chi non delira pei frutti ? "
I frutti ! Belli a guardare
e verseggiare su essi
citando riflessi di foglie
di rami frondosi .
Limare ... vale assai poco .
Il gioco di sillabe tue
anch'io lo composi .
Ma ora inutilmente.
Vale il passato-presente
tradotto con fresca la mente
quale bambino-pittore .
Inquieto poeta , le ore
trascorse per quel diletto
pari a ciò che sul letto
sprona donna in amore .

lunedì 25 aprile 2011

Aggiornamento 4

Nell'ondosa coorona dei capelli
gli occhi ti lucevano più belli ,
ma bocca a bocca v'era l'infinito ,
inesplorato favoloso sito .

I tuoi piedi mi parvero d'argento
cesellati da un'orafo subblime ,
ciò per amore che non ha confine ,
umana luce e labile concento .

Ultima rosa d'autunnale vita
violentata dal torbido progresso
con te rivivo poi che all'arte torno
come l'ape ritorna al fiore stesso .

Normalità dei più mi stanca e sfibra ,
richiede spesso ipocrita viltà .
Meglio l'errante andazzo dove vibra
la mia leonina libertà .

Mi sei presente : vita che sconcerta ,
un nudo ch'è delirio della mente
se pur ragiona , ma vieppiù si pente
d'aver rinunciato a tanta offerta .
La materia t'arrca breve gioia ,
ma palpita lo spirito col poco
ch'essa ti dona : amore per confine ,
non quello che finisce come gioco .

Rosa d'un rosa che mai più vedrò
nell'angolo d'un orto che fu mio :
tempo di gioia , favoloso , Dio
che umilmente si manifestò .

Ragazza

Mi vedo sotto l'arco
della tua rozza casa ,
un posto che ricalco
con fantasia presaga .
Ridevi ed io ridevo
per futili parole
con l'istintivo riso :
promessa d'un perfetto
sereno paradiso .

domenica 17 aprile 2011

Aggiornamento 3

Uniti
qual terra e cielo.
Incoscienti . Lo so .
nè possiamo
cambiare opinione :
ottima unione ,
ma un limite c'è
sebben mi ritenga
più ricco d'un re .


L'amore lo rivissi
intensamente assai
ma mozzato sempre .
Questo lo stato mio :
e musico sì tanto
da credere in un Dio
che vuole mi conquisti
l'eternità dell'io .

Rovesciata sul letto ...
Così la Terra
che si rovescia con le sue stagioni :
Iddio la fece
Ma pure tu ,
monile
d'un artista subblime .


Sambuco

Selvaggio sambuco
mi piace
per le candide trine
come fossero baci .


La pianta del sambuco rifiorita ...
Ma non vi si affollano cetonie
avide . Un tempo le miravo .
( Quei dorsi d'oro e verdi colorati ,
simboli del sole pure a me ! )
L'Egitto
d'Akhenaton ritrovo in esse
poi che da tempo sono e resto assente
al rumoroso sterile presente .


Scaturisce u ardore prepotente
nella gioia perfetta come suono
divino dell'intimo cosciente
chè la bellezza è priva di confine .

Al sogno penso , ahimè , che si dilegua ,
al sogno ch'è più prestito che dono .
tormento che m'invade senza tregua
perchè più nulla so nè so chi sono .

domenica 20 marzo 2011

Aggiornamento 2

Gabbiani

Gabbiani , gabbiani ...
Alti precipiti voli
d'ali candide , intrecci
sull'agitatissimo mare ...

Stridi selvaggi tetri
come diamante su vetri

                               ( Sebenico , nov. 1941


Corvi

Corvi appollaiati
d'un nero che s'incide ...
Un quadro così forte
da ripensare lieve
la fine d'una sorte
con sopra d'essa neve .

Candore della neve
da corvi picchiettato.
Bellissimo lo stato
di questo mondo greve .

                            ( Sebenico , nov. 1941

Voluttà

col tuo piacere labile ma intenso ...
M'arrechi quel godere immenso
che fa sentire morte come vita


Ultima rosa

Sulla vetta del piacere ...
Ed è già ricordo , fiero
di quel bene posseduto
Ma è fuoco da falò
per un attimo goduto


Tu sei solo, più solo oggi che lei
è qui dinnanzi a te , ma come figlia
e la ragione , ahimè , non ti consiglia
di ritornare a ciò che si condanna .
Eppur l'amore aspetti come manna
sul tuo deserto vivere col cuore
rovente d'una torbida sua fiamma .

Son presso a chi sul palo crocefisso
infame morte attende . Eppure vivo
d'una vitalità eccezzionale .
Novant'anni richiedono più sale
ma in me già rimbalza la follia
perchè straripa l'incoscienza mia
d'inrequieto puledro turbolento

sabato 12 marzo 2011

Aggiornamento

La vita sfugge spesso inutilmente.
Il presente ...è passato ed il passato
non m'arricchisce più si che rivivo
come quel triste essere proclive
a togliersi la vita sua dolente

Agiatissima vita ...
Ma poi sarà finita
che ben riposerò
dove per mal che vada
sul mondo rivivrò
qual'erba che ricresce
su terra da falò

I mari , sempre inquieti
come sei tu : segreti
pensieri e sentimenti
ondeggiano ... Invano
stabilità ricerco
su questo mondo insano

Quali tristezze
or che passeggio come sconosciuto
vecchio perduto
col desiderio immenso di carezze

Quale accattone vado
lungo deserte vie ...
A lato scheletriche siepi
e vedo brandelli dell'io ,
quello che inconscio godeva
i beni di Dio : clima
che mi corrode lento
come su ferro lima .

Più l'amore s'eleva e più s'abbatte
che gioia col dolore assai combatte .

Raccolgo cocci
d'una casa perduta ...
Nessuno che m'aiuta
se non con la misura
del calcolo che muta .
E per fortuna c'è
qualcosa che mi rugge :
è la coscienza mia
intrisa di qull'arte
ch'è la poesia

A Chiara

" Come son buone ,  babbo , queste pere ! "
Oh , buone si ,
ma la tua vita , non ti fu buona
donandoti quell'attimo
e pochi altri belli .
Pochi , o morta in fanciullezza
chè la ferita mia ,
malefica malia ,
ferita che nell'anima fa centro
ancora non rimargina di dentro .

domenica 6 marzo 2011

ALI TESE

Dio è mistero
che seguire dobbiamo.
Amare :parola cristallina,
quella che suona
ad ogni tempo
sopra il pur musico sapere ,
sopra l'onnivoro godere,
sopra la cattiveria che non giace .

Sterilità di un mondo che provoca
sgomento
poi che la vita vera
è spesso sentimento .

Poesia d'un tempo felice
non sei che la radice
d'una vigna sepolta :
rama vecchia contorta
che tenta riverdire .

Pietà di questa umana
inquieta bestia strana
la cui perenne tana
è solo l'aldilà .

Troppa banalità
ci soffoca . Bisogna
uscire dalla fogna
dove non c'è pietà .
Pietà pel nostro ardore ,
poi che l'amore forte
Sprofondare nell'angoscia
mi ricapita sovente
poi che reco la dolente
carne che vieppiù s'affloscia
con le ossa corrose ...
Troppe spine sotto rose
d'un sognare senza fine

Sotto il peso
di pensieri squallidi
stanno
appiccicate al tavolo
stanche
dissanguate mani .

Di tanto in tanto
bisogna ubriacarsi
per non udire il pianto
che penetra le pietre ,
per ritrovare il canto .

Erba tagliata prima di fiorire .
La pulizia - mi dicono - l'esige .
Avranno pur ragione , ma nego
questa saggia , per loro , opinione
perchè mi sono accorto
che il prato bello
è come morto .

O rosa raggrinzita
così com'è la vita
di cui le sue ferite
nasconde rassegnato :
quest'è l'odierno stato
che nopn permette uscita .