Le colline
D'elicaone morbide rivedo
qual giorgionesca venere distesa
ed oso risognare il mio ritorno
sereno se pur l'intimo mi pesa
oppresso dal suo greve mezzogiorno .
La mia casa , il cortile ed il verziere
con le piante da frutto e il bosso ch'era
d'uno scricchiolo asilo . Nell'estate
la minuscola selva dei fagioli
dove baccelli a bianchi gruppi stanno
tra le foglie verdastre , e presso un pesco
una pianta di zucca con i fiori
d'uno smagliante giallo . All'intorno
sulle reti metalliche viluppi
fiorenti di campanule soavi
d'un blu sereno e denso . Le coglievo
come cogliessi azzurro da quel cielo
che candore di nubi mi donava
o irridescenti luci rarefatte ...
V'era un cigliegio e v'era un pesco appresso
( fiorite al vento tremule leggere )
e v'era un olmo e un rovere nodoso
( aspre le foglie sopra il tronco rude )
e poi quel bosso gelido di sotto
uno spinoso cespo dove Aprile
vi alitava le sue vaghe rose
all'ombra trasparente di una vite .
La campagna s'apriva poco lungi
e un orticello a lato , in ombra , dove
un candore di gigli m'estasiava .
Di fronte , levigato , un gioco a bocce
vivace la domenica di gente .
Dall'altro lato un campo dove a fine
s'ergeva , quel mutevole sipario
una massa di alberi giganti .
Non chiedevo di più , di meglio , poi
che m'avvertivo in ebrietà silente
di sorpresa in sorpresa .
sabato 23 luglio 2011
domenica 3 luglio 2011
Aggiornamento 10
Terra che riproduci ad ogni anno
ciò che rimpiango da lontano , vedo
i tuoi selvosi campi coltivati
dove nascoste vivono le case
e le tue corti ombrate e le stagnanti
acque melmose con le reti tese
abbandonate nel silenzio . ( Presso ,
tra prosperosi pampini di viti ,
il granoturco florido s'ammassa
e l'edera sugli alberi dei fossi
una sua vita sterile matura ... ) .
E avverto il tempo e quest'inconscio male
di lontananza e avverto come e quanto
dimenticato sono da me stesso
entro barbagli fatti di progresso .
Ritmicamente s'alzano filari
di viti e di frutteti rifiorenti
con le romane ville tra le macchie
di sempreverdi . Da sentieri spersi ,
ove s'affaccia il melograno , s'ode
il canto degli uomini : vicino
l'olivo si contorce per donare
l'amaro frutto in brividi d'argento ...
Di sotto , dove un vasto ondeggiamento
di lino appare ,
brucia la salma del mio vecchio legno ...
La cenere
raggiungerà la spiaggia o Risonante :
estremo omaggio all'alito di Venere .
ciò che rimpiango da lontano , vedo
i tuoi selvosi campi coltivati
dove nascoste vivono le case
e le tue corti ombrate e le stagnanti
acque melmose con le reti tese
abbandonate nel silenzio . ( Presso ,
tra prosperosi pampini di viti ,
il granoturco florido s'ammassa
e l'edera sugli alberi dei fossi
una sua vita sterile matura ... ) .
E avverto il tempo e quest'inconscio male
di lontananza e avverto come e quanto
dimenticato sono da me stesso
entro barbagli fatti di progresso .
Ritmicamente s'alzano filari
di viti e di frutteti rifiorenti
con le romane ville tra le macchie
di sempreverdi . Da sentieri spersi ,
ove s'affaccia il melograno , s'ode
il canto degli uomini : vicino
l'olivo si contorce per donare
l'amaro frutto in brividi d'argento ...
Di sotto , dove un vasto ondeggiamento
di lino appare ,
brucia la salma del mio vecchio legno ...
La cenere
raggiungerà la spiaggia o Risonante :
estremo omaggio all'alito di Venere .
Iscriviti a:
Post (Atom)