sabato 23 luglio 2011

Aggiornamento 23 luglio

Le colline
D'elicaone morbide rivedo
qual giorgionesca venere distesa
ed oso risognare il mio ritorno
sereno se pur l'intimo mi pesa
oppresso dal suo greve mezzogiorno .


La mia casa , il cortile ed il verziere
con le piante da frutto e il bosso ch'era
d'uno scricchiolo asilo . Nell'estate
la minuscola selva dei fagioli
dove baccelli a bianchi gruppi stanno
tra le foglie verdastre , e presso un pesco
una pianta di zucca con i fiori
d'uno smagliante giallo . All'intorno
sulle reti metalliche viluppi
fiorenti di campanule soavi
d'un blu sereno e denso . Le coglievo
come cogliessi azzurro da quel cielo
che candore di nubi mi donava
o irridescenti luci rarefatte ...

V'era un cigliegio e v'era un pesco appresso
( fiorite al vento tremule leggere )
e v'era un olmo e un rovere nodoso
( aspre le foglie sopra il tronco rude )
e poi quel bosso gelido di sotto
uno spinoso cespo dove Aprile
vi alitava le sue vaghe rose
all'ombra trasparente di una vite .

La campagna s'apriva poco lungi
e un orticello a lato , in ombra , dove
un candore di gigli m'estasiava .
Di fronte , levigato , un gioco a bocce
vivace la domenica di gente .
Dall'altro lato un campo dove a fine
s'ergeva , quel mutevole sipario
una massa di alberi giganti .
Non chiedevo di più , di meglio , poi
che m'avvertivo in ebrietà silente
di sorpresa in sorpresa .

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