Le poesie di Rino Ferrari
domenica 30 settembre 2012
sabato 22 settembre 2012
domenica 2 settembre 2012
lunedì 21 novembre 2011
Aggiornamento
Vicoletto che lega le due piazze
più note del paese , così scuro ,
col muro d'Ezzelino costruito
dallo scabro brugnato della Rocca ,
sul trecentesco marciapiede ritmo
l'affaticato passo e mi ritrovo
in solitario vivere malato
nella stretta di quello che mi resta .
Piazza San Marco : la bottega accosto
del maniscalco e un rudere di mura ,
accenno d'una porta sulla strada .
Di là miravo il florido giardino
della vecchia Marchesa Tortorini .
S'ergeva a lato cheta un'osteria
con botteguzzi intimi ...
E mi rivedo ancora richiamato
dal vivace fermento di due giostre .
Ero qui trepidante per l'inizio
di più splendide feste . Ma di quale
smisurata grandezza il mio gioire
in ritmi che ripetere non so !
più note del paese , così scuro ,
col muro d'Ezzelino costruito
dallo scabro brugnato della Rocca ,
sul trecentesco marciapiede ritmo
l'affaticato passo e mi ritrovo
in solitario vivere malato
nella stretta di quello che mi resta .
Piazza San Marco : la bottega accosto
del maniscalco e un rudere di mura ,
accenno d'una porta sulla strada .
Di là miravo il florido giardino
della vecchia Marchesa Tortorini .
S'ergeva a lato cheta un'osteria
con botteguzzi intimi ...
E mi rivedo ancora richiamato
dal vivace fermento di due giostre .
Ero qui trepidante per l'inizio
di più splendide feste . Ma di quale
smisurata grandezza il mio gioire
in ritmi che ripetere non so !
martedì 8 novembre 2011
Aggiornamento
Amo le case vecchie , le corrose
mura , le trifore , le bifore di un tempo ,
amo le chiese abbandonate , vuote ,
ma di silenzio colme e d'armonia
ed i consunti maciapiedi stretti
d'antiche storie favolose quando
una sofferta vita combatteva .
Monselice
Il Duomo vecchio , le tue ville
di veneziana origine rivedo
lungo gli spalti giù di San Martino
e sopra per i poggi e poco lungi , il già fosco castello d'Ezzelino
quando le mura costruì possenti ,
ghibelline con torri contro i guelfi ,
allora la temuta scolta altera.
" Latina rocca della libertà " .
I miei consunti marciapiedi soli !
Su d'essi camminò sì tanta gente :
un vorticoso fiume di speranze
di cui nemmeno resta la fanghiglia .
mura , le trifore , le bifore di un tempo ,
amo le chiese abbandonate , vuote ,
ma di silenzio colme e d'armonia
ed i consunti maciapiedi stretti
d'antiche storie favolose quando
una sofferta vita combatteva .
Monselice
Il Duomo vecchio , le tue ville
di veneziana origine rivedo
lungo gli spalti giù di San Martino
e sopra per i poggi e poco lungi , il già fosco castello d'Ezzelino
quando le mura costruì possenti ,
ghibelline con torri contro i guelfi ,
allora la temuta scolta altera.
" Latina rocca della libertà " .
I miei consunti marciapiedi soli !
Su d'essi camminò sì tanta gente :
un vorticoso fiume di speranze
di cui nemmeno resta la fanghiglia .
sabato 23 luglio 2011
Aggiornamento 23 luglio
Le colline
D'elicaone morbide rivedo
qual giorgionesca venere distesa
ed oso risognare il mio ritorno
sereno se pur l'intimo mi pesa
oppresso dal suo greve mezzogiorno .
La mia casa , il cortile ed il verziere
con le piante da frutto e il bosso ch'era
d'uno scricchiolo asilo . Nell'estate
la minuscola selva dei fagioli
dove baccelli a bianchi gruppi stanno
tra le foglie verdastre , e presso un pesco
una pianta di zucca con i fiori
d'uno smagliante giallo . All'intorno
sulle reti metalliche viluppi
fiorenti di campanule soavi
d'un blu sereno e denso . Le coglievo
come cogliessi azzurro da quel cielo
che candore di nubi mi donava
o irridescenti luci rarefatte ...
V'era un cigliegio e v'era un pesco appresso
( fiorite al vento tremule leggere )
e v'era un olmo e un rovere nodoso
( aspre le foglie sopra il tronco rude )
e poi quel bosso gelido di sotto
uno spinoso cespo dove Aprile
vi alitava le sue vaghe rose
all'ombra trasparente di una vite .
La campagna s'apriva poco lungi
e un orticello a lato , in ombra , dove
un candore di gigli m'estasiava .
Di fronte , levigato , un gioco a bocce
vivace la domenica di gente .
Dall'altro lato un campo dove a fine
s'ergeva , quel mutevole sipario
una massa di alberi giganti .
Non chiedevo di più , di meglio , poi
che m'avvertivo in ebrietà silente
di sorpresa in sorpresa .
D'elicaone morbide rivedo
qual giorgionesca venere distesa
ed oso risognare il mio ritorno
sereno se pur l'intimo mi pesa
oppresso dal suo greve mezzogiorno .
La mia casa , il cortile ed il verziere
con le piante da frutto e il bosso ch'era
d'uno scricchiolo asilo . Nell'estate
la minuscola selva dei fagioli
dove baccelli a bianchi gruppi stanno
tra le foglie verdastre , e presso un pesco
una pianta di zucca con i fiori
d'uno smagliante giallo . All'intorno
sulle reti metalliche viluppi
fiorenti di campanule soavi
d'un blu sereno e denso . Le coglievo
come cogliessi azzurro da quel cielo
che candore di nubi mi donava
o irridescenti luci rarefatte ...
V'era un cigliegio e v'era un pesco appresso
( fiorite al vento tremule leggere )
e v'era un olmo e un rovere nodoso
( aspre le foglie sopra il tronco rude )
e poi quel bosso gelido di sotto
uno spinoso cespo dove Aprile
vi alitava le sue vaghe rose
all'ombra trasparente di una vite .
La campagna s'apriva poco lungi
e un orticello a lato , in ombra , dove
un candore di gigli m'estasiava .
Di fronte , levigato , un gioco a bocce
vivace la domenica di gente .
Dall'altro lato un campo dove a fine
s'ergeva , quel mutevole sipario
una massa di alberi giganti .
Non chiedevo di più , di meglio , poi
che m'avvertivo in ebrietà silente
di sorpresa in sorpresa .
domenica 3 luglio 2011
Aggiornamento 10
Terra che riproduci ad ogni anno
ciò che rimpiango da lontano , vedo
i tuoi selvosi campi coltivati
dove nascoste vivono le case
e le tue corti ombrate e le stagnanti
acque melmose con le reti tese
abbandonate nel silenzio . ( Presso ,
tra prosperosi pampini di viti ,
il granoturco florido s'ammassa
e l'edera sugli alberi dei fossi
una sua vita sterile matura ... ) .
E avverto il tempo e quest'inconscio male
di lontananza e avverto come e quanto
dimenticato sono da me stesso
entro barbagli fatti di progresso .
Ritmicamente s'alzano filari
di viti e di frutteti rifiorenti
con le romane ville tra le macchie
di sempreverdi . Da sentieri spersi ,
ove s'affaccia il melograno , s'ode
il canto degli uomini : vicino
l'olivo si contorce per donare
l'amaro frutto in brividi d'argento ...
Di sotto , dove un vasto ondeggiamento
di lino appare ,
brucia la salma del mio vecchio legno ...
La cenere
raggiungerà la spiaggia o Risonante :
estremo omaggio all'alito di Venere .
ciò che rimpiango da lontano , vedo
i tuoi selvosi campi coltivati
dove nascoste vivono le case
e le tue corti ombrate e le stagnanti
acque melmose con le reti tese
abbandonate nel silenzio . ( Presso ,
tra prosperosi pampini di viti ,
il granoturco florido s'ammassa
e l'edera sugli alberi dei fossi
una sua vita sterile matura ... ) .
E avverto il tempo e quest'inconscio male
di lontananza e avverto come e quanto
dimenticato sono da me stesso
entro barbagli fatti di progresso .
Ritmicamente s'alzano filari
di viti e di frutteti rifiorenti
con le romane ville tra le macchie
di sempreverdi . Da sentieri spersi ,
ove s'affaccia il melograno , s'ode
il canto degli uomini : vicino
l'olivo si contorce per donare
l'amaro frutto in brividi d'argento ...
Di sotto , dove un vasto ondeggiamento
di lino appare ,
brucia la salma del mio vecchio legno ...
La cenere
raggiungerà la spiaggia o Risonante :
estremo omaggio all'alito di Venere .
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