domenica 8 maggio 2011

Aggiornamento 6

Valle San Giorgio

( A Manuelita Masia )


Valle San Giorgio
col campanile e quattro case
su lievissimi sbalzi di colline .

Invano la ripenso ,
invano rifantastico . Ma pago
sono di ciò che m'è concesso :
varcare il tuo nobile recesso .

Il canto assai l'avverto
nella natura sua e nel silenzio
la dove il musico tramonto
splende d'un rosso che divaria .

Vallata ampia distensiva
in cui l'intimo s'adegua
come sul lago barca che ti culla
senza nocchiero .


A Eugenio Montale

In quella flora ligure fervente
di un fittio d'alberi e d'arbusti
ove il verde s'adombra cupamente ,
sebbene a volte per borghesi gusti ,
i tuoi limoni spiccano concreti ,
lanterne d'un giallo luminoso
affine a nudi splendidi segreti .
Limoni degni di ben altra scia
dov'è l'eterna classica armonia .
Ma certi versi tuoi non li gustai
con la serenità di un bambino
( ribelle , si , ma non per ciò cretino ).
Infatti contro un salice inceppai
per l'infelice strano paragone
oh , nientemeno che con un ombrello ...
( Al quale voglio farci la sua rima :
s'abbina al grigio - cupo pipistrello ! )


Nulla di quello ha la pianta lieve
carezzevole pur anche senza fiori ,
raffigurata , si , dai manieristi ,
ma con leziosità non offensive
a noi moderni , soli e spesso tristi .
Fidarti ti conviene sul " chi vive "
almeno in parte e pure sul " chi scrive " :
osannatore di moderni artisti .


Ad Attilio Bertolucci

Di te , molti papaveri rivedo ,
ma non sublimi .sublimi credo
il papavero che serbo in fantasia
sotto il sole d'agosto .La cicala
lungi friniva e il grano appresso
era un ammasso , ma di spighe d'oro .

Con l'afa di quel giorno , con il cielo
immobile tu dici giustamente ,
vi intravvidi un'anima di fuoco ,
un quadro di solare poesia.

Ancora quel papavero mi torna .
L'ho ritratto così , a te l'elogio :
Il rosso suo fulgore all'afa splende ,
.............................................
E' l'ebbra estate in sintesi svelata .
Sul tema stesso ancora insisto . Vedi :
il nostro rosso in me s'accende vivo
come natura quando in coro canta
all'afa sua solare


Signore ...

Fa che somigli a così rosso fuoco ,
quando con te sarò si che l'amore ,
quello che colsi in vertici di gioia
esploda qual papavero quaggiù.

Papaveri diffusi per i campi
così li descrivesti con dei versi
tardivi della tua tardiva età :
" Questo è un'anno di papaveri , la nostra
terra ne trabocca poi che vidi
fra maggio e giugno , e m'inebriai
d'un vino così dolce così fosco " (1)

Non sono i miei papaveri si foschi
e lo denoti qui limpidamente .
Fosca l'arancia invece quand'è rossa
d'un Meridione torbido di vita
coi Vespri acceso , pronto alla riscossa .

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1) Il rosso di Bertolucci lo paragono a quello dell'arancia quand'è , nella polpa , d'un rosso cupo : versi degni d'un filosofo , non d'un poeta .

1 commento:

  1. Come sempre grazie, caro Ivano, sono affascinanti le poesie di tuo padre. E rappresentano un patrimonio importante per la cultura italiana di quell'epoca.

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