Nulla che duri ,
tutto si trasforma ,
e tu non lasci
che un'orma leggera
come su sabbia
piede di bagnante :
un solo istante .
Non più donzelle a cogliere quei frutti
di sopra e sotto tralci prosperosi
nè più canzoni in ebbri vasti cori
a fine di quei bacchici lavori .
Tempi assai più sterili , feroco
seppure sotto più leggere croci .
Ramificate viti in fila , noto
il fascino d'un tempo già remoto .
Felice tempo che ridotto resta
senza la sua laboriosa festa .
Non mi sarà concesso
l'illuminato verde
con le baracche in festa .
La vita , così lesta ,
quel tempo mi disperde .
Papaveri
( A Gabriele D'Annunzio )
Ricordo la malia del Natisone :
verde dicesti e verde assai lo vidi ,
ma il rosso dei papaveri sovrasta .
( La Duse alla Giudecca lo descrisse
ed anche altrove ) .
Caro ti fu , caro a chi di fuoco
aveva il cuore
durante le incantevoli sue ore .
A Guido Gozzano
" Oh ! Non è poeta chi non è ghiotto di frutti " .
Meglio , caro Gozzano ,
la prima versione
ove dicevi :
" Chi non delira pei frutti ? "
I frutti ! Belli a guardare
e verseggiare su essi
citando riflessi di foglie
di rami frondosi .
Limare ... vale assai poco .
Il gioco di sillabe tue
anch'io lo composi .
Ma ora inutilmente.
Vale il passato-presente
tradotto con fresca la mente
quale bambino-pittore .
Inquieto poeta , le ore
trascorse per quel diletto
pari a ciò che sul letto
sprona donna in amore .
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