Nell'ondosa coorona dei capelli
gli occhi ti lucevano più belli ,
ma bocca a bocca v'era l'infinito ,
inesplorato favoloso sito .
I tuoi piedi mi parvero d'argento
cesellati da un'orafo subblime ,
ciò per amore che non ha confine ,
umana luce e labile concento .
Ultima rosa d'autunnale vita
violentata dal torbido progresso
con te rivivo poi che all'arte torno
come l'ape ritorna al fiore stesso .
Normalità dei più mi stanca e sfibra ,
richiede spesso ipocrita viltà .
Meglio l'errante andazzo dove vibra
la mia leonina libertà .
Mi sei presente : vita che sconcerta ,
un nudo ch'è delirio della mente
se pur ragiona , ma vieppiù si pente
d'aver rinunciato a tanta offerta .
La materia t'arrca breve gioia ,
ma palpita lo spirito col poco
ch'essa ti dona : amore per confine ,
non quello che finisce come gioco .
Rosa d'un rosa che mai più vedrò
nell'angolo d'un orto che fu mio :
tempo di gioia , favoloso , Dio
che umilmente si manifestò .
Ragazza
Mi vedo sotto l'arco
della tua rozza casa ,
un posto che ricalco
con fantasia presaga .
Ridevi ed io ridevo
per futili parole
con l'istintivo riso :
promessa d'un perfetto
sereno paradiso .
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