Il tempo dell'infanzia mi reclama
e invano cerco di scordarlo o invano
me lo ridesto in canti e coi colori
che ridono vivaci nella mente ...
Sono l'autunno ormai , il crisantemo
soave si di morbidezza ... Il fango
imbratta ad esso il cespo rifiorente .
E tutto fango diverrò , ma presso
l'antica Rocca dove i miei ricordi
vivranno come favole disperse .
Perduta terra , se dovessi alfine
toccarti come allora e sulle dita
recare la tua morbida dolcezza
ad ogni tempo rinnovata , amarti
sarebbe poco chè gia sento il lume
degli anni miei affievolirsi come
un languido tramonto veneziano .
Se ripotessi vivere quel tempo ,
scoprire ciò che non conobbi andando
per qualche sentierino abbandonato ...
sostare or qua , or la innamorato
di tutti e tutto e ritrovare gioia
ad ogni passo , ad ogni foglia morta ...
Se ripotessi ... e più fervidamente
nascondermi nell'ombra delle piante
o in silenziosi angoli di chiese
di là di così sterile lavoro ...
E poi d'inverno , a sera , le tue cante
udire in lontananza ... e a fine estate
scoppiare con le mele tue granate
in rossi chicchi di più versi d'oro ...
Sarò
dove una casa affonda
dentro i campi tuoi:
il vero di domani
se con costante fede lo vorrò .
Euganea regione , ti rivedo
malinconiosa bella addormentata
su cui m'adeguo trepidando solo
sospeso qual libellula su stagno
poi che da te la vita mia primiera
rinasce come l'alba a primavera .
Sei quella del mio canto innamorato
come gli scarabei presso le rose
( sì raffinate là , sì voluttuose )
o presso sicomori : trine bianche
offerte ai loro più rabbiosi ardori .
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